Vuoi aprire un bar ma non sai da dove cominciare? In questa guida vediamo cosa serve per aprire un bar: i requisiti personali, morali e professionali (dal corso SAB all’HACCP, fino al vecchio REC), i requisiti del locale, i costi da mettere in conto, la forma societaria più adatta e come costruire un business plan solido. Tutto quello che ti serve per partire in sicurezza.

Oggi aprire un bar in Italia è molto diverso rispetto al passato: non basta più una buona posizione. Il cliente cerca qualità e identità. Per questo aprire un bar conviene davvero solo quando hai un’idea chiara, da trasformare poi in un business plan concreto.

Cosa serve per aprire un bar: i requisiti

Il bar rientra nella categoria dei pubblici esercizi: un’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande da consumarsi sul posto, nei locali dell’esercizio o in area aperta al pubblico. Vediamo i requisiti richiesti dalla normativa.

Tipologie di pubblico esercizio

Esistono diverse tipologie di pubblico esercizio:

  • Tipologia “A” – esercizi di ristorazione pura: ristoranti, pizzerie, birrerie ed esercizi similari.
  • Tipologia “B” – somministrazione di bevande: bar, gelaterie ed esercizi simili.
  • Tipologia “C” – somministrazione congiunta ad attività di intrattenimento e svago (locali notturni, stabilimenti balneari…).
  • Tipologia “D” – analoga alla “B” ma con esclusione delle bevande alcoliche.

Requisiti personali

  • Aver compiuto la maggiore età;
  • Aver svolto la scuola dell’obbligo (ad eccezione degli extracomunitari).

Requisiti morali

Stabiliti dall’art. 71 del D.lgs. 26.3.2010 n. 59: non possono somministrare alimenti e bevande le persone dichiarate delinquenti abituali, con condanna per delitto non colposo, per reati come ricettazione, riciclaggio, bancarotta fraudolenta, usura, rapine o frodi in commercio, per reati contro igiene e sanità pubblica, oppure sottoposte a misure cautelari. Alcune norme regionali possono prevalere su quelle nazionali e prevedere requisiti diversi.

Requisiti professionali: serve ancora il REC?

Per aprire un bar devi possedere almeno uno di questi requisiti professionali:

  • diploma di Scuola Alberghiera o altro corso professionale riconosciuto dalla Camera di Commercio;
  • corso SAB (Somministrazione Alimenti e Bevande);
  • iscrizione al REC (Registro Esercenti il Commercio), abolito nel 2006 e sostituito dal SAB;
  • aver svolto attività di vendita di prodotti alimentari per almeno 2 anni nell’ultimo quinquennio;
  • corso HACCP (sempre richiesto).

In sintesi: il REC non esiste più dal 2006. Oggi il riferimento è il corso SAB, mentre l’HACCP è sempre obbligatorio.

Che cos’è il corso SAB

I corsi SAB hanno sostituito i vecchi corsi REC. Trattano legislazione di riferimento, aspetto merceologico e normative sanitarie. Il monte ore varia dalle 60 alle 100 ore, con un costo compreso tra 450€ e 600€. Possono essere erogati da centri di formazione certificati (informati presso Camera di Commercio, Confesercenti o Confcommercio).

Che cos’è l’HACCP

È un sistema di Analisi dei Pericoli e dei Punti Critici di Controllo: un insieme di procedure per prevenire la contaminazione alimentare. Il corso dura dalle 4 ore (addetti) alle 8 ore (responsabili) e va aggiornato periodicamente.

Requisiti del locale e normative ASL per il bar

Requisiti urbanistici ed edilizi

Sono a discrezione di Regione o Comune. In generale, 6 regole d’oro da osservare:

  • avere destinazione d’uso commerciale;
  • rispettare i vincoli paesaggistici e storici (soprattutto nei centri storici);
  • rispettare i requisiti urbanistici;
  • rispettare i regolamenti in materia di sicurezza del lavoro;
  • rispettare i regolamenti di igiene, richiedendo all’ufficio ASL una notifica sanitaria;
  • essere correttamente isolati a livello acustico (se si diffonde musica serve la certificazione di idoneità di un perito tecnico).

Se apri un bar in un condominio, chiedi all’amministratore il regolamento e mantieni il comportamento del “buon vicinato”.

Attrezzature e arredamenti

Il locale deve in genere prevedere due zone separate, per la preparazione e per la somministrazione. Tutte le superfici devono essere lavabili e disinfettabili. Gli alimenti esposti non confezionati vanno protetti in vetrine refrigerate con termometro a lettura esterna. Serve una zona lavaggio con acqua potabile e un sistema idoneo per le stoviglie, oltre all’attrezzatura per il riscaldamento degli alimenti precotti (sono vietate le fiamme libere). La parte interna del bancone va su una pedana rialzata di 10-15 cm per il passaggio di cavi e tubature; vicino al banco serve un contenitore rifiuti con apertura a pedale.

Servizi igienici

  • Per la clientela: accessibili anche ai portatori di handicap, altezza minima 2,40 m, aerazione naturale o artificiale con ricambio pari ad almeno sei volte la cubatura; lavello in ceramica o acciaio inox. Per i locali capienti è preferibile la suddivisione per sesso.
  • Per il personale: altezza minima 2,40 m, lavelli in acciaio inox o ceramica con rubinetteria non manuale, dispenser di sapone e salviette/asciugatore. È sempre obbligatorio l’antibagno.

Sorvegliabilità, decadenza e revoca

Le autorità di Pubblica Sicurezza devono poter ispezionare il locale senza intralci, altrimenti la richiesta viene respinta. L’autorizzazione può inoltre decadere (D.lgs. 59/2010) se l’attività resta sospesa per più di 12 mesi o non viene avviata entro 180 giorni dal rilascio (salvo proroga). Trattandosi di autorizzazioni di polizia, il TULPS ne prevede la revoca in caso di perdita dei requisiti morali e professionali.

Check-list: tutto quello che serve per aprire un bar

  • possedere i requisiti necessari;
  • scegliere la forma giuridica dell’azienda;
  • aprire una casella PEC;
  • richiedere la partita IVA;
  • aprire posizione assicurativa INAIL e INPS;
  • identificare il locale adeguato e stipulare contratto di locazione o acquisto;
  • presentare la SCIA con l’autorizzazione comunale allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) – vale il silenzio assenso, con 60 giorni di tempo per il Comune;
  • iscriversi al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio entro 30 giorni dall’inizio attività;
  • ottenere il certificato di prevenzione incendi dai Vigili del Fuoco;
  • ottenere l’autorizzazione ASL per la vendita di generi alimentari;
  • richiedere le licenze per la vendita di alcolici all’Ufficio Tecnico di Finanza;
  • entro 90 giorni dall’apertura, soddisfare le regole su salute e sicurezza sul lavoro.

Quanto costa aprire un bar?

Non esiste una cifra unica: il costo per aprire un bar dipende da location, dimensioni, stato del locale e format. Per stimarlo in modo realistico conviene partire da un business plan, mettendo in conto queste voci principali:

  • Formazione obbligatoria: corso SAB (60-100 ore, 450-600€) e corso HACCP;
  • Locale: affitto o acquisto, eventuale ristrutturazione e adeguamenti a norma;
  • Attrezzature e arredi: banco, macchine, vetrine refrigerate, impianti, allestimento;
  • Pratiche e licenze: SCIA, iscrizioni, autorizzazioni, prevenzione incendi;
  • Scorte iniziali e capitale circolante per i primi mesi.

Il modo più semplice per partire è aprire una partita IVA come ditta individuale: niente capitale iniziale obbligatorio e gestione fiscale più semplice. Prima di decidere la forma societaria, però, conviene sempre confrontarsi con un professionista.

Quale forma societaria scegliere

  • Società di persone (S.s., S.n.c., S.a.s.): prevale l’elemento soggettivo dei soci; non acquistano personalità giuridica.
  • Società di capitali (S.p.A., S.a.p.a., S.r.l., S.r.l.s.): prevale l’elemento del capitale.
  • Ditta individuale (partita IVA): la via più semplice per iniziare, senza capitale iniziale obbligatorio.

Come fare il business plan del bar

Un business plan completo per il bar comprende: descrizione dell’idea, analisi del mercato, definizione dell’offerta, dimensionamento dell’azienda, strategie di marketing e proiezione finanziaria con analisi SWOT.

Analisi demografica

Individua il tuo cliente potenziale: età del target, quante persone del target ci sono nella città scelta, quanto spendono, a cosa sono interessate.

Analisi dei competitor

Identifica i concorrenti in un dato raggio chilometrico e analizzane dimensioni, format, target, offerta, reputazione, scontrino medio, rotazione per fascia oraria e risorse umane. Poi individua le location possibili valutando posizione (passaggio pedonale, parcheggi, trasporti) e caratteristiche strutturali del locale.

Definizione dell’offerta

La parola chiave è esperienza: definisci un esempio di menù, il tipo di servizio e lo stile di arredamento, portando il progetto sempre più vicino alla realtà.

Proiezione finanziaria

Redigi almeno un previsionale di costi e ricavi a un anno e lo stato patrimoniale con investimenti e ammortamenti. Non devono mancare: capitale a disposizione, costi di avvio, timeline della redditività, previsioni di vendita, spese ricorrenti e punto di pareggio. Chiudi con un’analisi SWOT (punti di forza, debolezze, opportunità e minacce).

Domande frequenti su come aprire un bar

Cosa serve per aprire un bar?

Servono i requisiti personali e morali, un requisito professionale (corso SAB o equivalente) e l’HACCP, un locale a norma con autorizzazione ASL, la SCIA al SUAP, partita IVA, iscrizione al Registro Imprese e le licenze per gli alcolici.

Per aprire un bar serve il REC?

No: il REC è stato abolito nel 2006. Oggi il requisito professionale di riferimento è il corso SAB (o un titolo/esperienza equivalente). L’HACCP resta sempre obbligatorio.

Quali sono le normative ASL per un bar?

Il locale deve rispettare i regolamenti di igiene con notifica sanitaria all’ASL, prevedere zone separate per preparazione e somministrazione, superfici lavabili, zona lavaggio idonea e servizi igienici a norma per clientela e personale.

Quanto costa aprire un bar?

Dipende da locale, dimensioni e format. Vanno considerati formazione obbligatoria (SAB 450-600€ + HACCP), locale ed eventuale ristrutturazione, attrezzature e arredi, pratiche e licenze, scorte iniziali. La stima realistica si ottiene con un business plan.

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