La gestione di un ristorante ruota attorno a due obiettivi: migliorare la redditività e rendere più efficienti le operazioni quotidiane. In questa guida vediamo come si calcolano e si riducono i costi, come aumentare i ricavi, come impostare il controllo di gestione e come standardizzare i processi di cucina, sala e magazzino.
Per migliorare la gestione del tuo ristorante puoi agire su tre leve:
- Aumentare le entrate: più coperti, scontrino medio più alto, vendere meglio;
- Ottimizzare le uscite: ridurre i costi di materie prime, fornitori, sprechi e autoconsumo;
- Migliorare l’organizzazione del lavoro: procedure più efficienti in cucina e in sala.
Quali sono e come calcolare i costi di gestione di un ristorante
Quanto dovrebbero incidere i costi? Una gestione ottimale prevede in genere materie prime intorno al 28-30%, manodopera sul 35-40%, costi generali sul 12-15%, per un utile del 15-20%. I valori variano in base al format.
Il monitoraggio costante dei costi permette di allocare bene le risorse e di determinare il prezzo di vendita ottimale. Conoscere la distinzione tra costi fissi e variabili, da imputare a ogni piatto del menù, aiuta a identificare il punto di pareggio (break-even point), oltre il quale il ristorante inizia a generare profitto.
Come si classificano i costi
- Per ambito: di produzione (ricette, materie prime, sprechi), delle risorse umane (salari, orari), della struttura (affitti, ammortamenti, utenze);
- Per variabilità: fissi (es. affitto) o variabili (es. utenze, materie prime);
- Effettivi (realmente sostenuti) o standard (stimati su storico e obiettivi);
- Per imputazione: diretti (materie prime, manodopera) o indiretti (ammortamenti, attrezzature);
- Per oggetto: speciali (attribuibili a un oggetto) o comuni (su più oggetti o sulla struttura).
Come ottimizzare e ridurre i costi
Costi delle materie prime e food cost
Il costo delle merci incide molto sul fatturato: il calcolo del food cost è un indice fondamentale. Cosa puoi fare:
- spingere la vendita delle portate più profittevoli;
- rivedere le porzioni;
- rinegoziare i contratti di fornitura;
- uniformare il menù per ottimizzare le forniture;
- valutare il mono-prodotto e ridurre gli sprechi.
Il food cost è la percentuale che lega il costo delle materie prime di un piatto al suo prezzo di vendita: creare standard di preparazione (tempi, passaggi, grammature) ti dà processi definiti e una gestione dei costi ottimale.
Costo del personale
- rivedere le tipologie contrattuali e sfruttare eventuali agevolazioni;
- ottimizzare l’organizzazione e ridurre i tempi morti;
- modulare il personale nei cali di lavoro;
- premiare in base al raggiungimento di obiettivi.
Magazzino e struttura
Un magazzino organizzato riduce scarti e sprechi: acquista prodotti utilizzabili in più ricette. Sui costi di struttura, cerca condizioni più vantaggiose ed elimina le attrezzature inutilizzate.
Come aumentare i ricavi nella gestione del ristorante
Cinque best practice per aumentare la redditività:
- (Ri)definisci il posizionamento del locale: sapere ciò che sei e ciò che vuoi diventare;
- Visual merchandising: esposizione e segnaletica che guidano il cliente verso i prodotti a maggior margine;
- Amplia o differenzia l’offerta per intercettare un target preciso;
- Lavora sulle fasce orarie: indirizza proposte e investimenti in base alla redditività delle fasce; per misurarla usa il RevPASH (ricavo medio × percentuale di occupazione);
- Vendita suggerita: forma lo staff a proporre i prodotti a maggior margine.
Liquidità: la linfa vitale del business
La mancanza di liquidità è all’origine di 9 fallimenti su 10. Per misurarla si usano tre indicatori (attivo circolante vs debiti a breve; aggiunta di titoli e crediti liquidabili; inclusione delle scorte): i primi due dovrebbero essere ≥ 1, il terzo è ideale verso 2. Per migliorarla: pianifica entrate e uscite, controlla i flussi di cassa (incassa subito, valuta noleggio e pagamenti rateizzati), riduci il magazzino e resta aggiornato su bonus e finanziamenti.
Controllo di gestione del ristorante: cos’è e come implementarlo
Il controllo di gestione è l’insieme di tecniche che, con strumenti contabili, misurano l’efficienza reale della gestione rispetto agli obiettivi. Si articola in 4 fasi:
- programmazione delle attività;
- pianificazione del budget;
- misurazione dei risultati;
- valutazione delle performance rispetto a benchmark.
Trasformare i costi fissi in variabili
Una struttura dei costi flessibile risente meno dei cali di utili. Per riuscirci: suddividi le macro-aree del conto economico in sottoclassi, analizza natura ed entità dei costi, prevedi dove possono crescere, riduci magazzino e sprechi verso un food & beverage cost standardizzato, ed esternalizza le attività non strategiche.
Le KPI da monitorare
- In cucina: costo delle merci vendute, tempo di preparazione per piatto, percentuale di scarto, redditività di ogni referenza, valore delle scorte;
- In sala: food & beverage cost pro capite, turnover per tavolo, RevPASH, clienti serviti, scontrino medio.
Il controllo di gestione è fortemente consigliato e diventa necessario oltre i 500.000€ di fatturato annuo: in condizioni normali porta miglioramenti di performance dal 3% al 6%, e diventa decisivo nei momenti di crisi.
Standardizzare i processi del ristorante
Standardizzare non significa abbassare la qualità: i format migliori mantengono costante la resa di servizio e prodotto nel tempo, riducendo sprechi e migliorando l’efficienza. Puoi standardizzare food cost, approvvigionamenti, magazzino, organigramma, visual merchandising e processi operativi.
Per la cucina, parti dalle schede piatto: ingredienti con grammatura, modalità e tempi di preparazione, percentuali di calo in cottura e scarti, foto dell’impiattamento e food cost unitario. Per la sala, lo strumento è il manuale operativo, che definisce la sequenza delle azioni di routine (logiche visual, organigramma, mansionario, regolamento).
Come organizzare il magazzino di un ristorante
Il magazzino è il “caveau” del ristorante. Alcune realtà lo gestiscono via bar-code collegato al gestionale: a ogni scontrino il prodotto viene scalato automaticamente, tenendo aggiornato l’inventario. Domande utili per capire se lo gestisci bene:
- hai standardizzato il food cost dei piatti?
- acquisti per tempo senza immagazzinare prodotti deperibili?
- suddividi i prodotti per durata aggiornando l’inventario mensilmente?
- hai un addetto ai rapporti con i fornitori?
- hai definito il ParStock (livello minimo di fornitura)?
- hai procedure standard per carico/scarico e riordino?
Come scegliere il fornitore migliore
Valuta le necessità del locale (quantità, qualità, tipologia), definisci un budget a medio-lungo termine, verifica referenze ed esperienza dei fornitori, mantieni più fornitori per non restare scoperto e fai leva sul tuo potere d’acquisto.
Organizzare il servizio al tavolo e vendere di più
Il servizio è la ricetta segreta: far sentire il cliente un ospite, anticiparne i bisogni e soddisfarli perché torni e parli bene di te. Cinque accorgimenti: capire chi hai di fronte, rispettare le regole del servizio adattandole al format, dimensionare risorse e tecniche al target, dare l’esempio e formare lo staff, fare un’analisi SWOT onesta del tuo locale.
Quando applicare le tecniche di vendita suggerita
- Nei primi 90 secondi dalla consegna del menù, quando il cliente è indeciso e si può guidare la scelta;
- Durante la permanenza, curando i dettagli (es. l’acqua non manchi mai) per alzare la percezione di qualità e lo scontrino;
- Subito dopo l’ultima portata, proponendo tempestivamente dolce, caffè e digestivi.
Come rilanciare un ristorante in crisi
Serve un’analisi dettagliata, con focus su 7 aree critiche: gestione delle materie prime e approvvigionamenti, gestione del magazzino, analisi di costi e ricavi (a partire dal food cost di ogni piatto), pricing dei prezzi di vendita, gestione delle risorse umane, organigramma aziendale, strategia di comunicazione e marketing.
Cavalcare i nuovi trend
Adottare nuove filosofie aiuta a rilanciare e a creare community: dal food delivery, ormai consolidato oltre il periodo del lockdown, al plastic-free, spinto dalle normative europee, per rendere il ristorante più eco-friendly.
Domande frequenti sulla gestione del ristorante
Quanto devono incidere i costi in un ristorante?
In una gestione ottimale: materie prime 28-30%, manodopera 35-40%, costi generali 12-15%, utile 15-20%. I valori variano in base al format.
Che cos’è il controllo di gestione di un ristorante?
È l’insieme di tecniche contabili che misurano l’efficienza reale rispetto agli obiettivi, in 4 fasi: programmazione, budget, misurazione e valutazione delle performance.
Quando conviene il controllo di gestione?
Sempre consigliato, diventa necessario oltre i 500.000€ di fatturato annuo; in condizioni normali porta miglioramenti del 3-6% ed è decisivo nei momenti di crisi.
Vuoi migliorare la gestione del tuo ristorante?
Ti aiutiamo a impostare controllo di gestione, food cost e standardizzazione dei processi su misura per il tuo locale. Parlaci del tuo progetto: leggiamo i numeri insieme e definiamo le azioni con il maggior impatto.
