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Organizzare il lavoro al bar per arrivare al successo

Linea Diretta

– Febbraio 2024


Se hai aperto un bar e vuoi portarlo al successo non puoi permetterti di non pensare bene a come organizzare il lavoro al bar. Il bar è una tradizione, uno stile di vita tutto nostro che ci permette momenti di relax nel corso della giornata. Oggi intorno al bancone si susseguono diversi momenti di consumo: dalla colazione al light lunch, dagli spuntini agli aperitivi fino all’after dinner. Ogni momento della giornata costituisce un’opportunità per il tuo locale di generare valore, l’importante è affrontarlo con nervi saldi, organizzazione e gentilezza.

Come si fa se si vuole organizzare il lavoro al bar per avere risultati certi?

Il bar per il cliente è esperienza. Anche se racchiusa in una piccola tazzina di caffè: il gesto di berla al banco è un vero e proprio rito. Senza poi tralasciare il fascino della mixology o di una proposta dolce e salata di pasticceria ben presentata. Insomma, il banco diventa il palco di scena da cui baristi e barman si esibiscono in coreografie coordinate. Che però possono essere tali soltanto se le postazioni sono organizzate con attenzione per ridurre al minimo il dispendio di tempo prezioso, energie improduttive e risorse sperperate. Ad esempio, lo sapevi che lo spazio tra banco e retrobanco non dovrebbe essere inferiore ai 90 centimetri, l’altezza del piano di lavoro compresa tra i 95 e i 115 centimetri da terra? Mentre la sua profondità sufficiente per accogliere tutta l’attrezzatura necessaria, i moduli refrigeranti a cassetto o con sportelli posizionati in modo strategico, come pure saladette, area lavaggio e stoccaggio e non da ultimo le vetrine espositive… Così dal concetto di “ergonomia” si passa al concetto di “economia”.
Leggi di più e scopri come organizzare il lavoro al bar in modo da migliorare le performance economiche del tuo locale e ottenere ottimi risultati certi nell’articolo pubblicato sul numero di Febbraio 2024 di Linea Diretta dal titolo “Al bar, la sosta all’italiana”, a cura di Giacomo Pini.

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