Comfort food: rivisitazione dei classici, ma con un twist
Congiuntamente con il boom della cucina molecolare e i menù d’avanguardia, si è fatto strada anche il “comfort food”, dettato dalla volontà di ritornare a quei classici scaldacuore che ci ricordano tanto la cucina di casa nostra e il cibo fatto con tanto amore dalle nonne (italiane e non). I trend degli ultimi anni lo stanno confermando: […]
Congiuntamente con il boom della cucina molecolare e i menù d’avanguardia, si è fatto strada anche il “comfort food”, dettato dalla volontà di ritornare a quei classici scaldacuore che ci ricordano tanto la cucina di casa nostra e il cibo fatto con tanto amore dalle nonne (italiane e non).
I trend degli ultimi anni lo stanno confermando: i consumatori sentono il bisogno di tornare alle origini, all’era in cui ci si sedeva attorno a un tavolo e si parlava piuttosto che spendere del tempo incollati allo schermo di un cellulare. Al tempo in cui il migliore ristorante era casa propria e lo chef che più ammiravamo era la nostra mamma o nonna.
La chiamano comfort food (in italiano equivalente a “cibo delle coccole” o “cibo della nonna”) questa grande rivisitazione dei classici che sanno di infanzia. Sono molti anche gli chef che si sono cimentati in questa maratona nostalgica: dai locali che bandiscono l’utilizzo dei laptop al tavolo, a diners con il decor hipster, molti ristoranti si stanno adattando alla domanda, introducendo twist consoni ad un mercato che vuole rispolverare le proprie radici ma che è molto esigente ed informato sulle nuove tendenze. Ecco 5 esempi:
- GRANDMA’S HOUSE: L’IMPORTANZA DI GRANDMA
- FARMACY & SODA FOUNTAINS: L’IMPORTANZA DEL DECOR
- KOS KAFFE: L’IMPORTANZA DELLA CONVIVIALITA’
- BEECHER’S CHEESE: L’IMPORTANZA DEL METODO
- THE MEATBALL SHOP: L’IMPORTANZA DELL’ABBINAMENTO

Scritto da Cristina Villa
Dopo la laurea in Lingue e Comunicazione Aziendale vola oltreoceano per intraprendere una carriera nelle PR e Branding in una agenzia di marketing statunitense specializzata in lanciare brand europei sul mercato americano. Oggi, Cristina lavora presso Eataly New York, dove si occupa di Comunicazione e Marketing per il mercato USA.
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