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Comfort food: rivisitazione dei classici, ma con un twist


Congiuntamente con il boom della cucina molecolare e i menù d’avanguardia, si è fatto strada anche il “comfort food”, dettato dalla volontà di ritornare a quei classici scaldacuore che ci ricordano tanto la cucina di casa nostra e il cibo fatto con tanto amore dalle nonne (italiane e non). I trend degli ultimi anni lo stanno confermando: […]
Congiuntamente con il boom della cucina molecolare e i menù d’avanguardia, si è fatto strada anche il “comfort food”, dettato dalla volontà di ritornare a quei classici scaldacuore che ci ricordano tanto la cucina di casa nostra e il cibo fatto con tanto amore dalle nonne (italiane e non). I trend degli ultimi anni lo stanno confermando: i consumatori sentono il bisogno di tornare alle origini, all’era in cui ci si sedeva attorno a un tavolo e si parlava piuttosto che spendere del tempo incollati allo schermo di un cellulare. Al tempo in cui il migliore ristorante era casa propria e lo chef che più ammiravamo era la nostra mamma o nonna. La chiamano comfort food (in italiano equivalente a “cibo delle coccole” o “cibo della nonna”) questa grande rivisitazione dei classici che sanno di infanzia. Sono molti anche gli chef che si sono cimentati in questa maratona nostalgica: dai locali che bandiscono l’utilizzo dei laptop al tavolo, a diners con il decor hipster, molti ristoranti si stanno adattando alla domanda, introducendo twist consoni ad un mercato che vuole rispolverare le proprie radici ma che è molto esigente ed informato sulle nuove tendenze. Ecco 5 esempi:
  1. GRANDMA’S HOUSE: L’IMPORTANZA DI GRANDMA
Così come il nome stesso suggerisce, il menù di questo ristorante di Brooklyn centra in pieno il concetto di comfort food. Mega porzioni di cibo semplice e dall’alto potenziale di soddisfazione (degli occhi e del palato), proprio come farebbe la nonna. Mac’n’cheese, apple pies e hot dogs sono solo alcuni dei piatti che Grandma’s House sforna, ma gli avventori non vengono di certo qui solo per assaggiare piatti della tradizione americana: vengono soprattutto per incontrare “grandma”, la simpatica signora che ci lavora, che si immerge completamente nella parte e tratta tutti coloro che entrano “casa sua” come se fossero nipotini.
  1. FARMACY & SODA FOUNTAINS: L’IMPORTANZA DEL DECOR
Al contrario di Grandma’s House, questo diner ci porta direttamente ai giorni di Grease o di Ritorno al Futuro, facendoci sentire i ragazze più “cool” della zona, che si potevano permettere un double sundae con whipped cream il sabato pomeriggio. Il segreto dietro al successo di Farmacy & Soda Fountain è la contemporaneità del decor, che si adegua benissimo agli standard hipsters di Brooklyn, nonostante il menù si tenga strettamente e puramente tradizionale.
  1. KOS KAFFE: L’IMPORTANZA DELLA CONVIVIALITA’
Questo piccolo caffè di Brooklyn non ha nulla di “tradizionale” a prima vista: decor hipster, menu concentrato sui tipi di caffè e camerieri con cappellini con visiera e grandi barbe. Eppure il salto all’indietro è dato da piccoli cartellini in bella vista sui tavoli che indicano chiaramente il divieto di utilizzo di qualsiasi aggeggio elettronico mentre si consumano cibo o bevande. Questo dà al bar un’aria molto più conviviale e sociale, che automaticamente ci riporta indietro di una trentina d’anni – quando si chiacchierava con gli amici o si leggeva il giornale davanti a un caffè.
  1. BEECHER’S CHEESE: L’IMPORTANZA DEL METODO
Il comfort food può anche essere concepito come ritorno alla tradizione di metodo: da Beecher’s Handmade Cheese, un negozio che si specializza nella produzione e vendita di formaggi, prima di assaporare un “grilled cheese” potete osservare come il prodotto viene fatto a mano davanti ai vostri occhi da esperti produttori in un macchinario nel bel mezzo di ristorante – per un’esperienza che avvicina il passato al presente, il produttore al consumatore.
  1. THE MEATBALL SHOP: L’IMPORTANZA DELL’ABBINAMENTO
Così come al tavolo serale di ogni famiglia americana non esiste un intero menù e non c’è l’imbarazzo della scelta, in questo ristorante (abbiamo già parlato del format di The Meatball Shop qui) si mangia una sola cosa: polpette. Le quattro salse fanno tutta la differenza in questo ristorante, che ritorna alle origini di un vero ristorante americano, senza però alienare il consumatore moderno che ritrova se stesso nella grande scelta di birre artigianali sul retro del menù.


Scritto da Cristina Villa

Dopo la laurea in Lingue e Comunicazione Aziendale vola oltreoceano per intraprendere una carriera nelle PR e Branding in una agenzia di marketing statunitense specializzata in lanciare brand europei sul mercato americano. Oggi, Cristina lavora presso Eataly New York, dove si occupa di Comunicazione e Marketing per il mercato USA.

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