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Social Hotel: i format per le nuove classi di turisti


Nella maggior parte dei casi in cui si parla di social media strategy per hotel, si cercano risposte su come realizzare una pagina Facebook efficace, come realizzare una gallery su Instagram che stimoli la condivisione, come creare board accattivanti su Pinterest. Ho notato però che nell’ultimo periodo molti hotel sono passati oltre questo concetto e […]
Nella maggior parte dei casi in cui si parla di social media strategy per hotel, si cercano risposte su come realizzare una pagina Facebook efficace, come realizzare una gallery su Instagram che stimoli la condivisione, come creare board accattivanti su Pinterest. Ho notato però che nell’ultimo periodo molti hotel sono passati oltre questo concetto e stanno giustamente puntando ad una socializzazione reale tra gli ospiti che li frequentano, oppure sperimentano comportamenti in linea con l’affermarsi della “sharing o social economy”. L’idea di fondo è seguire e contrastare fenomeni come Airbnb ma in misura maggiore realizzare risparmi sui costi di gestione.

Dalle nuove esigenze nascono i Social hotel

L’architetto Dante O. Benini ha ben sintetizzato che “l’hotel contemporaneo è l’unico momento di well-being veramente globale per una classe di cittadini del mondo che sono nomadici nel lavoro, bohémien nel lifestyle e luxury nelle esigenze”. Da quest’affermazione si intuiscono le nuove necessità degli ospiti, che alcuni hotel stanno ben interpretando: ad esempio con lo sviluppo di spazi adatti alla condivisione di postazioni di lavoro anche in viaggio (il c.d. “co-working” di cui abbiamo già parlato in questo articolo), oppure con il concetto di “social table” in hotel, tanto amato dai millennials, in cui ci si incontra per parlare insieme di lavoro e non solo. Nuove esigenze oltre che per i clienti anche per gli albergatori che devono occupare ogni giorno gli spazi messi a disposizione: ogni metro dell’hotel deve essere produttivo e se si stimola anche la socializzazione degli ospiti, ci saranno indubbi riflessi anche a livello di “brand reputation” e “brand awareness”.

Social Hotel di successo

Il nuovo Moxy Hotel di Malpensa terminal 2 nasce con quest’idea, dalla joint venture tra Marriott ed Ikea, con servizi rivoluzionari che stimolano la socializzazione: hanno concepito un bancone check-in che permette di servire anche cocktails agli ospiti appena arrivati e installato un maxischermo in cui si susseguono le foto postate dagli ospiti su Instagram durante la loro permanenza nel “social hotel”. Al Sol Wave House Melià di Maiorca, è possibile sperimentare realmente la socialità con la community Twitter #SocialWave che permette, tra le altre cose, di prenotare un lettino in piscina, organizzare delle vere e proprie feste personalizzate nelle #TweetPartySuite e ovviamente di condividere i momenti più belli della vacanza al Sol Wave House. Interessante è poi il concept dell’Espresso Hotel di Linate che, sin dall’apertura pochi mesi fa, si è connotato con precisione definendosi il “Social hotel”. Qui, tutti i clienti, già al momento della prenotazione, entrano in una community ed al loro arrivo ricevono un tablet. Con questi strumenti, possono mettersi in contatto in tempo reale con gli altri clienti dell’hotel, della medesima nazionalità o che condividono gli stessi interessi, per cenare assieme e conoscersi, fare shopping, assistere a spettacoli, mostre d’arte e partecipare in compagnia agli eventi che si svolgono in città.

I Dinner Show

Aiutano a socializzare anche i “Dinner shows”, spettacoli con più atti, alternati alle portate della cena, già presenti a Las Vegas e nei resort di Dubai, che possono essere replicati, adattandoli alle specificità dei ristoranti presenti in hotel, senza snaturarne la struttura e coniugando l’aspetto culinario a quello ludico, “coccolando” i vostri clienti.

La ritrovata usanza del baratto

Infine, parlando di “social economy” in hotel, è da citare il fenomeno sempre più diffuso del “Bartering”, attraverso il quale, in una sorta di moderno baratto, alcuni hotel scambiano forniture con notti di soggiorno, risolvendo problemi di eccedenze di invenduto nelle camere e liquidità (difficoltà a pagare i fornitori delle merci) o, come nel caso degli Art Hotels, opere d’arte con notti di soggiorno gratuite o sconti su altri servizi per clienti “artisti”. I vantaggi del Bartering sono evidenti:
  • la gestione di camere invendute in determinati periodi di bassa domanda;
  • l’acquisizione di possibili potenziali clienti che possono ritornare in futuro;
  • la possibilità di fare del sano “upselling” ed “inhouse selling” con i fruitori del barter.

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