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I migliori ristoranti al mondo? Questione (anche) di marketing


La notte degli Oscar della grande cucina si è appena conclusa e senza dubbio il nostro campionato del mondo lo abbiamo vinto: Massimo Bottura con la sua Osteria Francescana si è posizionato sul gradino più alto, al primo posto nella prestigiosa ma soprattutto universalmente riconosciuta classifica “The World’s Best 50 Restaurants“. Ma il nostro punto […]
La notte degli Oscar della grande cucina si è appena conclusa e senza dubbio il nostro campionato del mondo lo abbiamo vinto: Massimo Bottura con la sua Osteria Francescana si è posizionato sul gradino più alto, al primo posto nella prestigiosa ma soprattutto universalmente riconosciuta classifica “The World’s Best 50 Restaurants“. Ma il nostro punto di osservazione è sempre quello del marketing e l’analisi che abbiamo fatto è la seguente.

LA PRESENZA DEGLI SPAGNOLI

Ben sette Spagnoli rimangono tra i 50 migliori ristoranti al mondo: El Celler de Can Roca passa al 2° posto rispetto al 1° dello scorso anno, il Mugaritz del meraviglioso Luis Aduriz Andoni scende alla 7° posizione rispetto alla 6° del 2015, tutto sommato invariato. Sempre per la Spagna entra Quique Dacosta al 49° posto, a mio parere più che meritato visto il genio del suo chef; Tickets di Barcellona sale dal 42° al 29° gradino, a conferma che il trend è in crescita per gli Adrià. Nelle prime 50 posizioni non c’è traccia invece di DiverXO Madrid (lo si vede comparire solo al 79° posto), nè di Paco Roncero, rispettivamente tre stelle e due stelle. I rumors attribuiscono la loro esclusione dalla classifica dei top 50 all’arte da movida: cene spettacolo per il primo, un viaggio culinario radicale per il secondo (Sublimotion Ibiza). Personalmente li ritengo bravi e con dei format brand meravigliosi, curatissimi nei dettagli per proporre all’ospite un’esperienza incredibile. Magari poterli avere come brand ambassador! Ma probabilmente le logiche dei foodies, dei critici e di tutta la pletora di quanti fingono di capire di cibo gourmet ragionano con altri parametri.

L’ITALIA CONQUISTA L’ORO

Sono invece quattro gli Italiani in classifica: come già accennato il numero 1 al mondo ora è Massimo Bottura, mentre entra al 46° posto Combal.Zero di Davide Scabin, grande colosso nazionale alla faccia dei francesi che pochi mesi fa lo avevano declassato da due ad una stella Michelin. Si confermano Alajmo con Le Calandre al 39° posto ed Enrico Crippa al 17° posto con Piazza Duomo (Alba). Che dire, ci piacerebbe vedere tanti professionisti italiani che meriterebbero di essere presenti su questa guida, ma i posti sono solo 50 e la lista lunga come le pressioni commerciali che vi girano intorno.

GLI ALTRI DEGNI DI NOTA

Balza all’occhio la scarsa presenza degli Asiatici se non per il Narisawa di Tokyo, che oltre all’ottava posizione si aggiudica il premio come miglior ristorante dell’Asia. E come non notare anche che un francese, dopo le mille polemiche tra le guide e le valutazioni di punteggio, compare al numero 6 della classifica dei migliori ristoranti al mondo? Sinceramente trovo offensivo, soprattutto nei confronti dei colleghi eccellenti che gli stanno attorno, mettere quel locale in quella posizione: intendo dire che gli altri nove collocati nella Top 10 – di cui il Mirazur (Menton) fa parte -, sono molto superiori in termini di proposta, servizio, esperienza. Si consolida poi per la Francia un tre stelle da oltre vent’anni, Alain Passard, grande professionista e protagonista nel ristorante parigino L’Arpège, che occupa la 19° posizione tra i migliori ristoranti al mondo. Chiudiamo la nostra analisi evidenziando che Londra, da sempre fucina di novità e crocevia del mondo, ci stupisce anche questa volta con The Clove Club, un locale fresco e innovativo nel suo insieme, mentre vediamo scivolare Dinner del mitico Heston Blumethal al 45° posto dal 7° dello scorso anno. Come possono un ristorante di questo livello e uno chef di questo calibro a perdere oltre 35 posizioni in un anno? Chissà quale arcano mistero si cela dietro questi casi così lampanti, ma di cui nessuno parla. Ma oggi è il giorno degli orgogli nazionali, e anche noi vogliamo dedicarci ai vincitori. W il nostro ambasciatore Massimo Bottura! P.S.: La bandiera con la costituzione scritta sulla parte centrale è da premio oscar del marketing: complimenti vivissimi!!!


Scritto da Giacomo Pini

Ruolo: Amministratore e Founder – Azienda: gpstudios Amministratore unico e fondatore di GpStudios, è esperto di Turismo e Ristorazione con oltre venti anni di esperienza sul campo. Consulente per diverse aziende del settore, strutture ricettive, catene alberghiere e holding internazionali, per le quali, con il suo staff, cura lo start up, il marketing strategico, la formazione del personale e più in generale tutta l’attività di lancio e posizionamento commerciale. E’ formatore e autore di diversi testi professionali.

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