Articoli

Come cambia il menù? Dal contenuto al contenitore


L’ingegneria del menù costituisce da sempre uno dei capisaldi della buona ristorazione, nonché uno dei temi più trattati negli ultimi anni. Un mix di tecniche e strategie orientate a potenziare la vendita al tavolo, attraverso lo studio, l’organizzazione e il posizionamento strategico di parole, descrizioni emozionali ed immagini rappresentanti al meglio l’offerta del locale. Se […]
L’ingegneria del menù costituisce da sempre uno dei capisaldi della buona ristorazione, nonché uno dei temi più trattati negli ultimi anni. Un mix di tecniche e strategie orientate a potenziare la vendita al tavolo, attraverso lo studio, l’organizzazione e il posizionamento strategico di parole, descrizioni emozionali ed immagini rappresentanti al meglio l’offerta del locale. Se è vero quindi che il menù non è solo un semplice elenco di piatti disponibili, ma un ottimo alleato per incrementare il livello di customer satisfaction e di vendite, oggi assume un ruolo ancora più importante. Specialmente in un momento di riorganizzazione di ristoranti, bar, pizzerie, pub, pasticcerie e gelaterie per la ripartenza. E allora ci si chiede: quale ruolo avrà il menù nel prossimo futuro? Come lo dovremo gestire rispetto alle procedure anti Covid-19?

Un menù che cambia: il contenuto

L’obiettivo rimane chiaro: costruisci la tua proposta pensando ad un numero di piatti che consenta una corretta rotazione – elemento fondamentale per il prossimo futuro – riducendo al minimo sprechi e perdite. Per capire quanti e quali referenze inserire nel tuo menù dovrai procedere con:
  • Un’analisi approfondita del venduto: quali sono le proposte più vendute numericamente? Ma soprattutto, per quale motivo certi piatti vengono venduti più di altri? Succede perché il locale è riconosciuto per queste proposte e i clienti le richiedono per poterne apprezzare l’unicità? oppure perché disponiamo di un magnifico venditore nella nostra brigata di sala che sarebbe in grado di vendere di tutto?
  • Capire la rotazione dei piatti: quali sono i tempi e le difficoltà di esecuzione? Che tempo di vita hanno le materie prime utilizzate per la realizzazione?
  • Un’attenta valutazione sulla redditività del singolo piatto, sia in termini di food cost che di margine di contribuzione: quanto incide l’acquisto delle materie prime? Quanto il costo della forza lavoro per la loro lavorazione e trasformazione? E l’attrezzatura?
Ricorda poi che molto probabilmente, con le restrizioni ancora vigenti, almeno nel primo periodo di riapertura ci si rivolgerà soprattutto a una clientela di prossimità. Meglio quindi avere meno proposte ma con alta rotazione, per essere capaci di proporre sempre qualcosa di nuovo e incentivare il cliente a tornare più spesso nel locale. Valuta, infine, una doppia gestione, sia menù carta, sia delivery e take away. Con proposte semplificate ma mai banali. Un costo in più, la doppia linea, è vero. Ma potrebbe anche essere un’interessante opportunità. Ne abbiamo parlato in questo articolo.

Un menù che cambia: il contenitore

Passando al contenitore, dopo avere lavorato sul contenuto si procede con la revisione fisica del menù. Senza tralasciare l’aggiunta di un tocco di originalità! Dalla scelta del font a quella dei colori e delle immagini. Ma soprattutto, al cambio del formato o forma. Il menù tende a diventare digitale: un menù “parlante”, che risponda sia alle aspettative dei clienti, sia alle normative sanitarie. Ove possibile, quindi, si consiglia di digitalizzare il proprio menù. È giunto il momento di arrendersi alle nuove tecnologie e di sfruttarne tutto il potenziale. Tantissime sono le piattaforme che permettono una trasformazione del vecchio menù cartaceo in uno strumento di vendita digitalizzato, come ad esempio “Ferri dal 1905”, “Dishcovery”, “My Contactless Menù”.  
Il Menù digitalizzato con Ferri dal 1905. Codice promozionale GP_MENU
  Nella maggior parte dei casi, la digitalizzazione del menù risulta davvero funzionale. E non solo perché permette di evitare di dover sanificare ogni volta i menù, operazione già impossibile di per sé per il 90% dei menù cartacei. Il menù digitale, oltre a essere facilmente aggiornabile senza dover sostenere costi di stampa e rilegatura, può essere condiviso più facilmente attraverso canali social e di messaggistica istantanea. Elemento, questo, molto positivo per aumentarne la visibilità. Inoltre, può essere collegato al gestionale per gestire più facilmente ordinazioni e pagamenti delle domande. Il tutto attraverso un semplice QR-code che, una volta scannerizzato, offre al cliente la visualizzazione automatica del menù del ristorante sul proprio device in più lingue, delle immagini dei piatti, dei valori nutrizionali laddove riportati, degli allergeni.

Il paradigma del menù che cambia e diventa smart

Per trasformare il vecchio menù cartaceo in un menù intelligente, occorre attuare la strategia più adeguata per il proprio locale. Solo così si potrà ottenere uno strumento di vendita efficace e un nuovo contatto di qualità con i propri clienti. Sempre nell’ottica di rendere la propria offerta il più possibile redditizia e capace di soddisfare le nuove aspettative della clientela.


Scritto da Giacomo Pini

Ruolo: Amministratore e Founder – Azienda: gpstudios Amministratore unico e fondatore di GpStudios, è esperto di Turismo e Ristorazione con oltre venti anni di esperienza sul campo. Consulente per diverse aziende del settore, strutture ricettive, catene alberghiere e holding internazionali, per le quali, con il suo staff, cura lo start up, il marketing strategico, la formazione del personale e più in generale tutta l’attività di lancio e posizionamento commerciale. E’ formatore e autore di diversi testi professionali.

Iscriviti  alla
Newsletter

Ti basta inserire la tua email!


Ricevi periodicamente risorse gratuite, articoli di approfondimento, guide pratiche in e-book e il reminder per i nostri talk bimestrali, in cui intervistiamo esperti del settore e trattiamo tematiche per la crescita del tuo business!

Certificazioni