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Custom-made dishware, la moda di creare stoviglie ad hoc per il locale


Presto potrebbe non essere più importante solo quello che si mette sul piatto, ma anche ciò che si mette sotto: cioè la firma del ceramista che al piatto ha dato forma e colore. Qua e là nel mondo sta infatti prendendo piede la moda della custom-made dishware, cioè delle stoviglie create ad hoc per il […]
Presto potrebbe non essere più importante solo quello che si mette sul piatto, ma anche ciò che si mette sotto: cioè la firma del ceramista che al piatto ha dato forma e colore. Qua e là nel mondo sta infatti prendendo piede la moda della custom-made dishware, cioè delle stoviglie create ad hoc per il singolo locale, plasmate rigorosamente a mano e concepite dai ristoratori a braccetto con i maestri della ceramica chiamati a griffarne il fondo. Insieme si studiano le forme più confacenti ai menù serviti – con gli opportuni cambi imposti dalle varianti stagionali del ricettario – e le tinte che meglio si accompagnano alle pareti ed agli arredi del locale. Poi, nell’atelier delle crete si compie l’opera. Tra le star della cucina coinvolte in questa nuova avventura c’è Rene Redzepi, doppia stella Michelin e co-proprietario del Noma di Copenhagen, che ha fatto della poterie artigianale un elemento caratterizzante del servizio. Lo stesso vale per lo chef Gustavo Lopez, alla guida del Clay, recentemente aperto oltreoceano in uno degli angoli più datati di Harlem. Nella sua concezione di dishware “i piatti non devono limitarsi ad essere un semplice veicolo per il trasporto del cibo dalla cucina alla tavola, bensì una forma di espressione artistica”, che si completa ed accresce quando la creatività del cuoco si sposa con quella del maestro ceramista. Senza dubbio un valore aggiunto, che Redzepi, instagramer seguitissimo, non manca di rimarcare sui social.

Che origini ha il dishware?

Va però detto che la cura per il dishware, ovvero i corredi di stoviglie personalizzati e griffati, è tutt’altro che prerogativa dell’epoca 2.0. Risale a tempi in cui il web non era neppure lontanamente immaginabile, come denota la ricca mostra dedicata alla “Cucina di Buon Gusto”, visitabile fino all’8 settembre alla Biblioteca Reale di Torino ed allestita nell’ambito degli eventi organizzati per il Bocuse d’Or Europe OFF 2018. “Un viaggio tematico intorno al cibo – spiegano gli organizzatori – che mette in risalto l’arte della buona tavola attraverso l’esposizione di porcellane e argenti reali rarissimi, nonché preziosi ricettari dal Seicento all’Ottocento”.


Scritto da Paola Tournour-Viron

Si occupa da oltre vent’anni di giornalismo turistico per il trade, con specializzazione in nuove tendenze e sviluppo dei mercati esteri. E’ curatrice di Studi ed Osservatori di Mercato per il turismo italiano ed estero, nonché redattrice e speaker di corsi multimediali su alcune tra le principali destinazioni turistiche internazionali. E’ stata conduttrice di rubriche radiofoniche sul tema dei viaggi ed è docente a contratto di marketing e comunicazione in corsi per gli istituti superiori a indirizzo turistico e alberghiero. Per Mondadori Education è coautrice dei volumi “Comunicare l’Impresa Turistica” e “Tecniche di Comunicazione”.

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