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Anche il cibo segue la moda


Per molti mesi è stato il cake design a tenere banco. Una moda, quella per la decorazione delle torte, che ha visto l’esplodere di negozi dedicati, libri, festival in tema e una miriade di corsi per appassionati e ha fatto felici i bilanci delle aziende che hanno saputo cavalcarla. Tra le tendenze food ora è il […]
Per molti mesi è stato il cake design a tenere banco. Una moda, quella per la decorazione delle torte, che ha visto l’esplodere di negozi dedicati, libri, festival in tema e una miriade di corsi per appassionati e ha fatto felici i bilanci delle aziende che hanno saputo cavalcarla. Tra le tendenze food ora è il momento delle bacche di goji, frutti ricchi di flavonoidi utili, secondo la medicina cinese, a ritardare l’invecchiamento, ridurre il colesterolo, controllare il metabolismo. Proposte essiccate, oppure in succhi o nelle barrette energetiche, stanno vivendo un momento di gloria: di sicuro, il beneficio c’è, almeno per chi le ha introdotte in catalogo. Ma perché alcuni cibi vivono fasi di grandi popolarità?

TENDENZE FOOD: DAL CIBO ALLA FELICITA’

«Siamo sempre alla ricerca di nuovi alimenti che ci rendano più sani, più felici, addirittura più intelligenti» spiega a Sharing Tourism David Sax, canadese, giornalista con all’attivo collaborazioni per le maggiori testate Usa, dal New York Times a Bloomberg Business Week.
David Sax - © Christopher Farber
David Sax – © Christopher Farber
Dopo aver scritto Save the Deli, libro dedicato al declino dei negozi di alimenti ebraici, Sax ha pubblicato The Tastemakers: Why We’re Crazy for Cupcakes but Fed Up with Fondue” (Gli artefici del gusto: perché andiamo pazzi per i cupcake ma siamo stufi della fondue). In aggiunta a una carrellata di esempi su ciò che Oltreoceano ha animato le tavole del pubblico e fatto impennare gli affari – come il cronut, un incrocio tra il croissant e il doughnut, ciambella fritta rotonda con il buco in mezzo  – Sax analizza anche le matrici di queste tendenze.

LE QUATTRO DIREZIONI DEL GUSTO

Quattro, a suo dire, le direzioni verso cui si possono dirigere le tendenze food: culturale, agricolo, culinario e salutistico. Negli Usa la moda del Cosmopolitan, cocktail a base di vodka, deve molto al telefilm Sex and the City: un gusto collegato a un atteggiamento e una cultura. Mentre la diffusione di tipologie tradizionali di pomodori, come per esempio il costoluto, è da ricondurre a un’attenzione per l’agricoltura. Ci sono poi trend alimentari introdotti da chef in voga: anche in Italia il rinomato Nobu Matsuhisa ha contribuito al successo del sushi. Infine l’accento posto sulla salute è sempre più presente: gli esempi si sprecano, dai succhi alla papaya alla ristorazione vegana fino al senza glutine e ai cereali integrali. Ma quanto durano le tendenze food? «Dipende. Alcuni dopo pochi mesi spariscono senza lasciare tracce, altri cambiano il modo di nutrirsi: pensiamo al movimento Slow Food e alla fortuna del cibo organico» chiarisce Sax a Sharing Tourism.

OBIETTIVO PREVISIONI

Ma i trend, secondo quanto scrive Sax, non sorgono a caso. Ne è un esempio la moda del cupcake, torte in formato mini: il giornalista canadese riconduce al desiderio di vivere con maggior semplicità e a una necessità consolatoria il nascere di un boom che ha preso piede dopo i fatti dell’11 settembre 2001. Possibile allora prevedere il nascere delle nuove tendenze food? «Mentre la direzione del gusto è più intuibile, è pressoché impossibile prevedere quale cibo in particolare sarà più popolare nell’immediato. Per esempio: ora impazzano le salse piccanti messicane, ma chi può dire quale sarà la più richiesta?» risponde Sax. Quali allora le previsioni per il futuro prossimo? «Credo che la popolarità di cibo cotto lentamente a legna, come è tradizione in Argentina e Brasile, potrebbe estendersi anche ad altri tipi di cucina, riportando attenzione per esempio alla bistecca alla fiorentina e alla pizza napoletana» conclude Sax.

IL LIBRO

The Tastemakers - David Sax David Sax,“The Tastemakers: Why We’re Crazy for Cupcakes but Fed Up with Fondue” INFO: http://tastemakersbook.com


Scritto da Giancarlo Fina

Laurea in Economia e commercio presso l’Università di Bologna, ha maturato un’esperienza pluriennale nella GDO lavorando in aziende di rilievo nazionale. Segue incarichi che spaziano dallo sviluppo di nuove categorie merceologiche, dalle contrattazioni commerciali fino alla gestione del brand & category management e all’analisi del posizionamento.

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