Come fai a prendere le giuste decisioni in fase di acquisto se non calcoli in modo corretto il food cost dei tuoi piatti?
Il food cost raccoglie diverse opinioni, e diversi modi di vedere un numero, che, di per sé, è sempre molto variabile.
Iniziamo col dire che l’ultima parola sulla gestione del proprio locale spetta sempre all’imprenditore, sia per quanto riguarda il prezzo da applicare al menu, sia per quanto riguarda la tipologia di materie prime che intende acquistare. C’è però da dire che quando l’ultima parola viene data in seguito a una serie di ragionamenti fatti in maniera strategica, il risultato può cambiare notevolmente.
Innanzitutto, è necessario capire se orientarsi verso un prodotto di fascia di prezzo più alta:
Quale scegliere per accontentare imprenditore e cliente allo stesso tempo, assicurando un prodotto buono al giusto prezzo?
Bisogna prima capire alcune cose:
- per qualità di prodotto,
- percentuale di scarto inferiore,
- shelf life maggiore perché in atmosfera modificata
- perché probabilmente è di pezzatura più piccola,
- richiede più lavorazioni ma permette di recuperare lo scarto a favore di altre preparazioni,
- oppure è un buon compromesso tra qualità e prezzo.
Prezzi di acquisto materie prime e food cost
A nostro avviso, redigere un food cost accurato è una delle basi necessarie per prendere delle decisioni mirate e ponderate. Dovranno poi seguire altre riflessioni sui costi, tra cui utenze, attrezzature, manodopera, packaging, marketing… Ma già con il food cost, oltre capire il prezzo puro di un piatto, possiamo capire se è sostenibile, replicabile o in alcuni casi modificabile. Prendiamo per esempio il branzino. Quanto costa un branzino? 5€ al chilo, 17€ al chilo? Dipende! Dal listino di un fornitore di pesce fresco abbiamo contato una varietà di 24 tipologie diverse di branzino. A seconda di provenienza, pezzatura, e se eviscerato o meno, il prezzo del branzino cambia notevolmente. Anche la texture delle carni cambierà notevolmente tra un pesce allevato e uno pescato. Il prezzo medio è di 14,08€, ma se andiamo nel dettaglio del prodotto, il prezzo varia da 4,50€ per la pezzatura più piccola a 34,50€ per quella più grande.
Quale scegliere per accontentare imprenditore e cliente allo stesso tempo, assicurando un prodotto buono al giusto prezzo?
Bisogna prima capire alcune cose:
- Di che piatto di tratta? Un brodo o un crudo?
- Qual è il target di clientela? Informale giovane e basso-spendente o elegante e raffinata, attenta ai dettagli?
- I collaboratori che se ne occupano saprebbero lavorarlo a dovere riducendo gli scarti al minimo?
- Si possono recuperare gli scarti a favore di un’altra preparazione?
- Si può produrre in scala acquistando grandi quantità per ridurne il prezzo?
- Si ha potere commerciale sufficiente per fissare un prezzo di acquisto?
- cambiando prodotto e orientandosi verso uno più adeguato alla preparazione che proponiamo,
- standardizzando le procedure di lavorazione,
- utilizzando tecniche di cottura innovative che permettono un calo di peso inferiore,
- producendo più quantità per volta
- o anche modificando la ricetta stessa.
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