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Il pub con il cocktail in latta: come specializzarsi per vincere.


Lo abbiamo sottolineato più volte, la ristorazione del futuro non può prescindere dall’innovazione e dalla creatività. Così da un’idea originale può nascere una proposta imprenditoriale inedita destinata al successo. Ne è un esempio Latta, il nuovo moderno pub nato a Roma nel suggestivo complesso industriale degli ex Mulini Biondi e interamente dedicato all’universo dei fermentati […]
Lo abbiamo sottolineato più volte, la ristorazione del futuro non può prescindere dall’innovazione e dalla creatività. Così da un’idea originale può nascere una proposta imprenditoriale inedita destinata al successo. Ne è un esempio Latta, il nuovo moderno pub nato a Roma nel suggestivo complesso industriale degli ex Mulini Biondi e interamente dedicato all’universo dei fermentati e delle miscele. Filo conduttore: birre e cocktail, rigorosamente in lattina.

La nascita e lo sviluppo dell’idea

L’idea è venuta ai ragazzi del Jerry Thomas Project, che insieme a Leonardo Di Vincenzo e Paolo Bertani, hanno dato vita ad uno spazio sperimentale – è il caso di dirlo – in continua “fermentazione”. Già autori del “Libro dei grandi cocktail”, hanno pensato bene di mettere a segno un ulteriore successo. La cornice è quella di un ex pub vicino al Tevere e al Gazometro. Un luogo moderno ispirato però ai soda bar americani degli anni ’50. Le menti: Leonardo Leuci, Roberto Artusio, Antonio Parlapioano e Alessandro Procoli del Jerry Thomas, insieme, appunto a Di Vincenzo e Bertani, veri e propri maestri della birra artigianale. Un’idea nata dall’amicizia e dalla singolare esperienza professionale maturata da ciascuno dei protagonisti di questa avventura imprenditoriale. Il format del pub, come già sottolineato, ruota intorno al concetto di fermentazione. Protagonista, la lattina. Insomma gli ingredienti per un successo annunciato ci sono tutti.

Specializzazione sulla fermentazione

L’inedito concept di Latta? Un alto tasso di specializzazione sul processo della fermentazione, dal food ai cocktail. Il locale, infatti, dotato di grandi arcate, ospita una cucina, un bar con bancone e spine, e un laboratorio futuristico, tutto acciaio e vetro, a vista dedicato alla distillazione e alla fermentazione. È qui che nascono le sperimentazioni. Come per esempio la proposta di ricette secolari quali il tepache messicano preparato con ananas fermentato. Senza tralasciare tutti i tipi di frutta e spezie. L’intento è quello di ricreare il gusto dei cocktail classici attraverso le fermentazioni. Qui si potranno gustare fermentati, miscele, sidri, birra e vini naturali, tutti alla spina. E i fermentati saranno messi in lattina sul momento, così i clienti potranno decidere, se vorranno, di consumarli anche a casa. Una vera e propria specializzazione, fondamentale nel mercato della ristorazione odierna, sulla fermentazione che punterà sulla qualità di food e cocktail creati e serviti nel locale.  


Scritto da Francesca Molari

Giornalista, laureata in Filosofia all’Università degli studi di Bologna, scrive da oltre un ventennio per riviste, cartacee e web, di importanti case editrici come Condè Nast, Mondadori, Rusconi ed altre, dedicandosi in particolare al settore viaggi e turismo. Collabora con diversi enti ed istituzioni comunali, provinciali e regionali, per cui cura l’area web, social media e comunicazione. Si occupa inoltre di formazione professionale, come docente e consulente di orientamento al lavoro.

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