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Come cambiano i trend della colazione nel 2016


Si consolida come un vero fenomeno l’arte del breakfast, perché di arte si tratta. I player più importanti del settore ricettivo, coloro che ne dettano i trend, si stanno focalizzando su due elementi: il breakfast e il servizio. Guarda caso due aree di attività che si somigliano moltissimo. Ma cos’è che oggi veramente determina i trend della colazione e […]
Si consolida come un vero fenomeno l’arte del breakfast, perché di arte si tratta. I player più importanti del settore ricettivo, coloro che ne dettano i trend, si stanno focalizzando su due elementi: il breakfast e il servizio. Guarda caso due aree di attività che si somigliano moltissimo. Ma cos’è che oggi veramente determina i trend della colazione e dell’allestimento di un breakfast? La varietà dell’offerta, il flusso dell’esposizione o lo storytelling? In realtà il servizio perfetto prevede tutti e tre questi elementi: vediamo perché.

1. L’offerta breakfast

La ricchezza dell’offerta rientra sempre tra i trend della colazione. E’ un pilastro; come enuncia Maslow nella sua piramide, varietà e novità sono veri e propri bisogni umani. Il punto è che tra varietà organizzata in modo strategico ed “effetto marmellata” (gettare sul buffet più prodotti possibile per riempire ogni cm dello spazio a disposizione) c’è una bella differenza. A tal proposito le aziende di eccellenza ci vengono in aiuto con gamme di prodotti di alta qualità, già segmentati attraverso studi di mercato per le specifiche esigenze del target. E’ il caso di Forno d’Asolo, azienda leader nei prodotti da forno, che per il 2016 presenta nuove ricette volte ad attribuire alla prima colazione l’importanza che merita. Senza mai trascurare sapore e gusto, Forno d’Asolo è attento ai trend della colazione e propone linee specifiche per andare incontro alle nuove esigenze salutistiche: a chi abbraccia l’alimentazione vegana l’azienda dedica lo strudelino vegan con mele e uvetta o il cornetto vegan vuoto, all’albicocca o al sambuco e lampone. In linea con il trend della riscoperta delle antiche ricette, Forno d’Asolo rispolvera poi le proposte “frutta e cereali” come il cornetto con impasto ai cereali e farcitura all’arancia amara o al mirtillo e mele. E per chi vuole proporre qualcosa di davvero all’ultima moda, l’azienda ha creato il cornetto vegan al carbone vegetale glassato con zucchero bianco cristallino. Non dimentichiamo però le vecchie e sane abitudini: agli amanti del burro Forno d’Asolo dedica i mini cornetti all’italiana, ideali per gli ospiti che preferiscono una colazione gustosa ma leggera. Fragranti, morbidi e con farciture dolci (albicocca, crema e ciocream), si affiancano al cornetto vegan salato e al cornetto vegan salato ai cereali, ideali per chi invece preferisce iniziare la giornata con una colazione continentale.

2. Il flusso dell’esposizione

Il flusso dell’esposizione e l’organizzazione generale dello spazio a disposizione per il servizio breakfast sono i temi che più mi appassionano. Una volta stabilite la qualità del prodotto e la varietà in funzione dei parametri “Prezzo”, “Posizionamento”, “Leva di marketing”, il modo in cui il tutto verrà allestito e la percezione visiva che l’ospite avrà recandosi al breakfast sono determinanti e costituiscono il vero vantaggio competitivo. Una struttura che mi ha favorevolmente impressionato per l’attenzione a questo aspetto è il Victoria & Alfred Hotel di Cape Town in Sud Africa. Ecco cosa ho visto all’interno della sala breakfast:
  • una struttura permanente per l’allestimento del buffet;
  • l’utilizzo di tutte le tecniche di esposizione per dare il massimo della percezione visiva;
  • prodotti ad alto costo ma complessi da gestire al primo colpo d’occhio;
  • tutte le bevande fredde in un tavolo separato (il cliente le cerca da solo, fanno parte della categoria degli essenziali);
  • a lato dei molto costosi e complessi da gestire, tutta la parte dei prodotti da forno esposti con un sistema multi piani, che generalmente non amo ma in questo caso ben gestito e studiato ad hoc;
  • tutto ciò raccontato con un menù al tavolo per dare importanza e valore aggiunto alla proposta breakfast.
Un altro ottimo servizio di prima colazione – ma soprattutto che ha uno storytelling strepitoso – è quello del Ritz Carlton di San Francisco. La struttura è nel cuore della città, per cui la sala breakfast non può contare sul valore aggiunto del panorama. L’atmosfera è stata dunque ricreata attraverso l’utilizzo delle luci e dei materiali di allestimento. La sala colazione sembra un salotto e nel centro, proprio vicino all’ingresso dell’office (dettaglio importante), è allestito il buffet: tutta l’offerta è proposta in piccoli contenitori con due o tre porzioni al massimo, no assolutamente grandi vassoi nè bowl enormi. Il successo del Ritz Carlton è nato proprio dal fare di necessità virtù: l’allestimento, dettato dalla mancanza di spazio, ha generato una grande opportunità. La vicinanza con l’office e la cucina consente infatti un rimpiazzo continuo e soprattutto genera un breakfast originale e funzionale. Ma non senza un servizio eccellente.

3. Lo storytelling

Il Ritz Carlton può contare sulla competenza del personale di sala. Le risorse umane sono preparatissime su cosa raccontare: lavorano come una sorta di butler, raccontando i prodotti, suggerendo i mix perfetti per avere più energia al mattino, aneddoti, ricette, informazioni sulla città… Uno storytelling a tutti gli effetti. E i clienti ne traggono grande giovamento (potete dare un’occhiata alle recensioni su TripAdvisor relative al breakfast del Ritz Carlton). Ma perché lo storytelling sta diventando un trend della colazione? Di cosa si tratta esattamente? Beh, anche questa è un’arte. E’ l’arte di saper raccontare una storia, un’atmosfera, un sapore. Negli ultimi tempi si è rivelata una strategia efficace per catturare l’attenzione dei clienti, nell’ambito alberghiero come in tanti altri. Il turista cerca un coinvolgimento emotivo in tutte le fasi del viaggio, da quando visita un sito in cerca di informazioni a quando soggiorna in albergo. Ecco che allora un hotel, anche di piccole dimensioni, ha l’opportunità di conquistare i propri ospiti narrando loro i valori e le tradizioni dell’albergo, la storia delle ricette speciali, l’origine delle materie prime che utilizza, le caratteristiche del territorio circostante dal quale nascono i prodotti che mette in tavola. L’importante è che lo storytelling contenga sincerità, professionalità e passione: è proprio questo ciò che riesce a fare il personale del Ritz Carlton. Generare un’emozione nel cliente è la base perché la storia diventi uno strumento efficace: attraverso il racconto l’ospite deve avere la sensazione di essere parte della storia, di vivere i paesaggi, di sentire i profumi. Il tutto in un’ottica di esclusività: dovete far capire al cliente che questo tipo di esperienza può viverla solo e unicamente nella vostra struttura. La domanda che dovete porvi è: qual è l’elemento che differenzia il vostro hotel dagli altri? Perché i turisti dovrebbero scegliere proprio voi? E’ il momento di scatenare la vostra creatività.


Scritto da Giacomo Pini

Ruolo: Amministratore e Founder – Azienda: gpstudios Amministratore unico e fondatore di GpStudios, è esperto di Turismo e Ristorazione con oltre venti anni di esperienza sul campo. Consulente per diverse aziende del settore, strutture ricettive, catene alberghiere e holding internazionali, per le quali, con il suo staff, cura lo start up, il marketing strategico, la formazione del personale e più in generale tutta l’attività di lancio e posizionamento commerciale. E’ formatore e autore di diversi testi professionali.

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