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Bordeaux apre la strada ai nuovi consumatori di vino


La notizia dell’inaugurazione è rimbalzata in questi giorni sui media internazionali – con pioggia di flash sul presidente François Hollande, invitato d’onore -, ma sono già tre anni che la Francia racconta a produttori e consumatori di vino del pianeta che Bordeaux avrebbe tenuto a battesimo, nel 2016, l’avveniristica Cité du Vin. La struttura ha […]
La notizia dell’inaugurazione è rimbalzata in questi giorni sui media internazionali – con pioggia di flash sul presidente François Hollande, invitato d’onore -, ma sono già tre anni che la Francia racconta a produttori e consumatori di vino del pianeta che Bordeaux avrebbe tenuto a battesimo, nel 2016, l’avveniristica Cité du Vin. La struttura ha rapidamente preso forma sulle rive della Garonna, di cui gli architetti hanno voluto mutuasse le sinuosità, senza tuttavia trascurare l’elemento principe, il vino, che nella spettacolare torre spiraliforme vede una replica del movimento compiuto dal succo d’uva al momento della caduta nel bicchiere. All’interno dell’edificio che ha definitivamente trasformato la skyline urbana, si trovano padiglioni interattivi dedicati ai ben 8mila anni di attività umana votata alla viticoltura, mostre temporanee, sale per conferenze, negozi, ristoranti e aree di degustazione. In tutto 13.350 mq di spazi distribuiti su dieci piani, dedicati alla produzione del nettare di Bacco non soltanto in terra francese, ma nell’intero pianeta. Anche perché, come abbiamo accennato nell’articolo sull’enoturismo in Italia, nella graduatoria mondiale dei produttori i vigneti d’oltralpe sono scivolati nel 2015 al secondo posto, con 47,4 milioni di ettolitri spillati contro i 48,9 dell’Italia, storico contendente del primato.
numeri del vino
Produzione di vino – dati 2009 – 2015
Al di là dei dati di produzione – che, giusto per completezza di informazione, in coda a Italia e Francia vedono tra le top five del globo Spagna, Stati Uniti e Argentina -, la certezza è che il vino sia oggi tornato a fare tendenza.

Opportunità per chi vende: il profilo dei consumatori di vino in Italia

Per i ristoratori e gli hotel con bar opportunamente riforniti, il fenomeno può risultare estremamente interessante o, quanto meno, degno di osservazione. Ad esempio non si può trascurare che, contrariamente al quadro mondiale ed europeo dove è la birra a condurre la classifica degli alcoolici più consumati, in Italia è invece il vino a dominare sia tra la popolazione maschile che tra quella femminile.
Bordeaux apre la strada ai nuovi consumatori di vino
Consumi di vino in Italia e nel Mondo
Riguardo l’età dei consumatori di vino, le ultime rilevazioni Istat segnalano che i più affezionati si collocano nella fascia tra i 55 e i 64 anni (intorno al 59-60%), cui si aggiunge una quota significativa (sopra il 50%) di persone dai 25 ai 54 anni.
Bordeaux apre la strada ai nuovi consumatori di vino
Età dei consumatori di vino
Se poi si osservano i criteri di scelta dei vini, le statistiche Wine2Wine/Veronafiere sottolineano come il rapporto qualità/prezzo condizioni ancora pesantemente i comportamenti d’acquisto al ristorante come in enoteca e nei wine bar. Al secondo posto per potere di influenza ci sono invece i consigli del sommelier o del ristoratore, al terzo la notorietà del produttore e al quarto le etichette o le tipologie imposte dalla moda.
Bordeaux apre la strada ai nuovi consumatori di vino
I criteri che influenzano la scelta di un vino, in cima alla classifica il rapporto qualità/prezzo

L’Autenticità, il trend del momento

E a proposito di moda, gli esperti segnalano che quella del momento è fortemente orientata ai cosiddetti ‘vini naturali’, per i quali non esiste ancora un preciso disciplinare, ma che seguono il precetto del ‘niente di aggiunto’. La filosofia adottata dai consumatori di vino è quella del ‘naturismo enologico’, che si inserisce nel macrotrend dell’Autenticità, predominante in ogni settore, incluso quello della ristorazione: dalla cucina che riscopre ricette e ingredienti antichi, agli utensili che recuperano i materiali della tradizione artigiana, alla rivalutazione delle antiche tecniche di allevamento e di coltivazione da cui provengono le materie prime. Non è un caso che nel 2014 tra i prodotti bio venduti nella grande distribuzione ci sia stato un exploit di vini e spumanti, in aumento addirittura del 91% rispetto all’anno precedente, e che nel 2015 il 16,8% degli italiani tra i 18 e i 65 anni abbia consumato vino bio. Quest’ultimo registra infatti un crescente gradimento da parte del pubblico, che lo considera più digeribile di quello tradizionale e che al momento premia in prevalenza gli spumanti con metodo interrotto, i Sur Lie, i bianchi e gli orange (o rosati). Come tutte le produzioni legate all’intraprendenza umana, insomma, anche il vino segue il flusso delle sensibilità e del gusto etico ed estetico del momento. Bordeaux ci ricorda che questo accade da ben otto millenni, e che da questo lunghissimo percorso sono nati i prodotti più diversi. Nei ristoranti della sua Cité du Vin si serviranno infatti bottiglie provenienti da 50 paesi, per un totale di circa 500 tipi di vini. Tutto questo per dare degna accoglienza ad un pubblico che si prospetta sempre più sofisticato e competente, e che già nel primo anno di attività si prevede possa raggiungere la soglia dei 450mila visitatori.


Scritto da Paola Tournour-Viron

Si occupa da oltre vent’anni di giornalismo turistico per il trade, con specializzazione in nuove tendenze e sviluppo dei mercati esteri. E’ curatrice di Studi ed Osservatori di Mercato per il turismo italiano ed estero, nonché redattrice e speaker di corsi multimediali su alcune tra le principali destinazioni turistiche internazionali. E’ stata conduttrice di rubriche radiofoniche sul tema dei viaggi ed è docente a contratto di marketing e comunicazione in corsi per gli istituti superiori a indirizzo turistico e alberghiero. Per Mondadori Education è coautrice dei volumi “Comunicare l’Impresa Turistica” e “Tecniche di Comunicazione”.

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